Bruce Springsteen – The River

Autore: Bruce Springsteen
Titolo Album:
The River
Anno:
1980
Casa Discografica:
Columbia
Genere Musicale:
Rock/Folk
“Il mio amico era un osso duro, ma ha portato nella vostra vita alcune cose che erano uniche: e quando accendeva quella luce, quella dell’amore, illuminava il vostro mondo. Sono stato abbastanza fortunato da restare in quella luce per quasi 40 anni, vicino al cuore di Clarence, nel tempio dell’anima.”
(Bruce Springsteen – Elogio Funebre a Clarence Clemmons (11/01/1942 – 18/06/2011)

 

La formazione della leggendaria E-Street Band è avvenuta ufficialmente nel 1974. Dopo Federici, morto nel 2008, la scomparsa di Clemmons è la seconda in poco tempo. Sicuramente per Bruce Springsteen, che ha diviso buona parte della sua lunga carriera con questa grande famiglia, è una perdita umana difficile da superare.
Quando esce nel 1980, The River è la consacrazione per il Boss, già icona rock della Working Class americana, che proprio la E-Street Band aveva contribuito a creare, con stage shows spettacolari in giro per l’America, che duravano fino a 3-4 ore.
In realtà, la registrazione dell’album è cominciata nell’aprile 1979, dopo il successo di Darkness on the Edge of Town, producendo un doppio contenente ben 20 canzoni con una hit internazionale, Hungry Heart. In pochi mesi, l’album raggiunge la vetta della  U.S. pop albums chart, vendendo 1.6 milioni di copie. Un grandissimo successo per Springsteen, risulta essere per molti l’album migliore della sua intera produzione artistica.

E’ infatti difficile non innamorarsi di questo splendido lavoro già dalla copertina, con il volto di Bruce in vista, ragazzaccio del Jersey shore di inizio anni ‘70. Il sound è Rock classico, sempre fresco e attuale, mai fuori moda, che ti prende e ti scuote, che ti fa ballare fino a restare senza fiato. La sfida è questa: provate ad ascoltare You Can Look (But You Better Not Touch) tentando di restare…Immobili.
La partenza del primo disco è affidata a The Ties That Bind, bellissimo brano che avrebbe dovuto essere in origine il titolo dell’album ed anticipa, con grande carica, quelli che saranno i temi dominanti: l’amore tra uomo e donna, la famiglia e il matrimonio durante gli anni duri della recessione, in cui la disoccupazione raggiunse livelli terribili e la classe operaia si trovò a far fronte ad un grosso periodo di crisi. Le atmosfere sono pregne, a tratti, di quella malinconia rassegnata tipica dei ceti con meno possibilità economiche; quei lavoratori che da mattina a sera si spezzavano la schiena per sostenere il Paese, per rendere reale il sogno americano. La canzone The River, con il fascino blues della sua armonica, è ispirata ad una vicenda personale di Springsteen, egli stesso dichiarò che fu scritta per suo cognato e sua sorella;  improvvisamente verso la fine degli anni ‘70, i due si trovarono senza reddito e dovettero faticosamente far fronte al problema. “Io e Mary ci incontrammo al liceo / quando lei aveva solo diciassette anni / ci allontanammo in macchina da questa valle…Poi misi incinta Mary /… e per il mio diciannovesimo compleanno ricevetti / un libretto di lavoro e un abito da matrimonio…”.  In pratica, si tratta di un album che prende le sembianze di un libro, una raccolta di racconti di vita quotidiana difficile, nella quale anche l’amore può abbandonarti, come nella cupa e meravigliosa Point Blank, che parla di una storia  finita e lo fa  in modo cinico, duro: “A bruciapelo, ti hanno presa di mira / a bruciapelo, hai dimenticato come si ama/ ragazza, hai dimenticato come si lotta / a bruciapelo, devono averti colpita alla testa/ perché a bruciapelo, bang, bang, tesoro sei morta “. Poi c’è il tema della noia, della conseguente fuga dalla realtà di Stolen Car e Drive all night; quel desiderio di riscatto, di cambiamento della propria, sfortunata, condizione esistenziale: “E ora sto guidando una macchina rubata attraverso la notte nera come la pece/ continuo a ripetermi che tutto andrà bene/ ma corro nella notte e viaggio con la paura non importa cosa io faccia o dove mi diriga/ nessuno mi vede quando gli passo accanto.”
In tutto questo, la splendida musica di Springsteen sorregge in maniera magistrale e crea atmosfere irresistibili, anche (perchè no) gioiose perchè come lui stesso ha dichiarato questo è il Rock’n’Roll: felicità, ma anche difficoltà, freddo, solitudine…Se è vero che la vita ha dei paradossi con i quali occorre convivere, resta sempre la possibilità di sognare ed immaginare che il futuro possa riservarci qualcosa di buono. Anche, chissà, un nuovo amore che nasce, fa battere forte il cuore e asciuga le lacrime: proprio come quello di Two Hearts.

 

(Articolo presente anche al seguente indirizzo: http://www.rockgarage.it/?p=351)

 

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