Afterhours – Meet Some Freaks On Route 66

Autore: Afterhours
Titolo Album:
Meet Some Freaks On Route 66
Anno:
2012 – Allegato di La Repubblica XL n.74 (Marzo 2012)
Produzione:
Germi/Warner Chappell Music Italy/BMI
Genere Musicale:
Rock

 

A quanto pare La Repubblica XL ultimamente non ne sbaglia davvero una. In allegato al numero di marzo di quella che è ormai diventata (a ragione) una delle più accreditate riviste italiane potrete trovare, se desiderate acquistarlo, un CD davvero strepitoso degli Afterhours, intitolato Meet Some Freaks On Route 66.
In realtà, un’operazione simile era già stata fatta nell’aprile 2008, quando uscì Le Sessioni Ricreative: un EP “pilota” firmato Afterhours sempre in allegato a questo periodico. Tastando il terreno, il disco anticipava di pochi giorni l’uscita di I Milanesi Ammazzano Il Sabato ed al tempo stesso si presentava come un lavoro con una sua identità dall’aria preziosa ed innovativa (ricordiamo l’esperimento Dall’alto. A sinistra del leccio, interamente strumentale e molto d’effetto).

Anche stavolta, manca poco all’uscita di un nuovo album, di cui proprio su XL gli Afterhours stessi svelano il titolo, Padania: in un’intervista esclusiva, alcuni cenni sui contenuti della loro nuova fatica, in uscita il 17 aprile prossimo.

Meet Some Freaks On Route 66, è stato registrato realmente on the road, durante la magica esperienza del Jack On Tour sulla Route 66, storica highway che collega Chicago a Santa Monica. Un affascinante viaggio in mezzo alla Mother Road tra deserto, motels, fast-food, feticci indiani, nel ricordo delle tempeste di sabbia che negli anni ‘30 portarono migrazioni di massa dagli States Centrali proprio lungo questa storica strada, alla costante ricerca della felicità, quella fuga attraverso l’ignoto vista come unica possibilità di riscatto personale.

Proprio l’ecosistema venutosi a creare nel corso degli anni intorno a questo intinerario ha ispirato anche la musica degli Afterhours, che in questo prezioso disco hanno intrappolato un po’ di quelle immagini ed esperienze vissute, un po’ dei volti e dei luoghi con i quali sono entrati in contatto.

 

Già il titolo appare come un riferimento alla famosa (Get Your Kicks On) Route 66 di Bobby Troup e le 8 tracce sono registrate live negli studi Electrical Audio di Chicago, Church Studio di Tulsa, Santa Fe Center Studios di Albuquerque e Saltmine Studio di Mesa. La diversa atmosfera, la struttura architettonica piuttosto che i materiali impiegati nella costruzione degli studi di registrazione, le varie attrezzature a disposizione, sono variabili che hanno modificato in maniera importante i pezzi, influenzandoli profondamente e stravolgendoli in maniera del tutto positiva. La presenza dei giovani (ma già parecchio audaci) Majakovic è una ventata di frescezza e di passione in più. In coda alla tracklist, un autentico gioiello rappresentato dalla cover di Dolphins, scritta da Fred Neil e successivamente poi interpretata da Tim Buckley nell’album Sefronia (1974): la canzone all’epoca rappresentò, insieme alla straordinaria Honey Man, l’unico episodio davvero degno di nota dell’album. In questo caso, invece, possiamo vederlo un po’ come la ciliegina sulla torta, perchè questo lavoro mostra in rassegna brani storici degli Afterhours, ma più arrabbiati, nervosi, tesi ed energici. Uno su tutti (perchè incontra particolarmente il mio gusto personale e non per altro… Son davvero tutte versioni superlative) la sublime Pelle: limpida, essenziale e profonda.

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