The Velvet Underground & Nico – The Velvet Underground (Part I)

Autore: The Velvet Underground & Nico
Titolo Album:
The Velvet Underground
Anno:
1967
Casa Discografica:
Verve Records
Genere Musicale:
Rock Psichedelico, Proto-punk, Alternative

 

“Se non avessi sentito del rock’n’roll alla radio, non avrei avuto idea del fatto che c’era vita sulla terra” (Lou Reed – The Velvet Underground & Nico di Joe Harvard)

L’anno della hippie revolution, della Summer of Love che diede origine al movimento sessantottiano, vede il debutto ufficiale di uno dei gruppi più osannati dalla critica (in maniera “postuma”) ed ammirati dalle generazioni musicali seguenti: i Velvet Underground.
Sebbene fosse immediatamente evidente la superiorità della band rispetto a quasi tutti i fenomeni musicali contemporanei, sia dal punto di vista creativo ed istintivo che quello puramente innovativo, sembra quasi impossibile crederlo ma il pubblico dell’epoca quasi li ignora: le radio non li passano, niente apparizioni, i negozi di dischi sono sprovvisti di copie, la stampa musicale fa come se non esistessero. E tutto volevano, i Velvet, tranne che passare inosservati. Purtroppo sia per le tematiche piuttosto “scottanti” (droga, devianze sessuali), sia per le entrate “perse” a seguito di una gestione un po’ leggera (che portano alla quasi totale assenza di budget) da parte della MGM/Verve, l’avvento di The Velvet Underground & Nico viene salutato dal gelo più totale. Soltanto un centinaio di copie in tutto, per uno dei dischi capolavori della storia della musica rock.


La copertina è un’abile espressione stilistica ma è anche una sapiente operazione di marketing: la banana disegnata personalmente da Andy Warhol è un’idea talmente geniale da stupire per la precocità e l’acutezza. La chiave per capire l’incredibile successo che ha poi questo disco, è che ognuno dei musicisti e dei produttori, nonchè tecnici del suono, erano degli autentici talenti perfettamente incastonati nel proprio ruolo, ricreando un’alchimia perfetta solo musicalmente, in quanto invece umanamente erano spesso in conflitto. La contraddizione tra due mondi opposti come quello di Lou Reed e Christa Paffgen (Nico) dà origine ad una costante ricerca di una condizione stabilizzatrice, di un pathos che i due ovviamente non raggiungeranno mai essendo così opposti. Il rock visionario e quasi folle di John Cale è volto a sconvolgere tutti i canoni , arrangiamenti, strutture melodiche e strumentazione rock. Ma anche il rock “insensibile e menefreghista” di Sterling Morrison (come lo definisce lui stesso) e il battito quasi magnetico di Moe Tucker, influenzano la produzione dell’album in maniera definitiva.

In tutto questo, Andy Warhol gioca un ruolo chiave e determinante nel mettere totalmente a disposizione della band (che non vede l’ombra di un centesimo dalle vendite) il suo estro ma anche i suoi investimenti diciamo così “a fondo perduto”e non fa mancare loro il suo appoggio nè lo stimolo creativo, senza mai influenzarne il suono (che lui voleva restasse “grezzo e brutale”). Almeno finchè il suo interesse per i Velvet rimane vivo; poi, da un certo punto in avanti, non vedendo alcun risultato dal trattamento pessimo della MGM/Verve, è Lou Reed che intuisce che forse è il caso di abbandonare entrambi, in favore di Steve Sesnick.

Nico viene reclutata da Warhol e da Paul Morrissey (manager dei Velvet Underground), che fanno capire a Reed di aver bisogno di qualcuno di un po’ più talentuoso di lui; sono convinti che la ex-modella e attrice possa attirare l’attenzione del pubblico. Ovviamente, Reed è molto restio e fa in modo di farle interpretare solo Femme Fatale, All Tomorrow Parties e I’ll Be Your Mirror; dal vivo, la cantante si potrà esibire solo in queste ed in Sunday Morning: per il resto del tempo si limiterà a suonare il tamburello o a rimanere immobile sul palco, lasciando seri dubbi sull’apporto vero e proprio dell’artista alla band. Nico viene liquidata subito dopo l’uscita dell’album, nel 1967 e recita nel film Chelsea Girl, lavorando poi con John Cale in veste di produttore di altri suoi quattro dischi. Dopo una carriera così brillante, vittima di un’apparente caduta dalla bici, viene poi trovata morta a soli 49 anni stroncata da un’emorragia cerebrale, sull’isola di Ibiza che aveva tanto amato.

(CONTINUA…)


 

(Pictures by america24.com, iconocluster.com)

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