Tom Petty&The Heartbreakers @Lucca Summer Festival

Sono passati 25 anni prima di rivedere Tom Petty & The Heartbreakers in Italia… L’ultima volta fu nel lontano 1987 di supporto a Bob Dylan… Sono cambiate tante cose in questi 25 anni, ma non Tom Petty e la sua formidabile band.

Arriviamo a Lucca, in pieno centro, più precisamente Piazza Napoleone, splendida location per un concerto. Forse un pò meno per chi è in tribuna e si trova la statua in mezzo alla visuale. Camminando per strada sentiamo i lucchesi lamentarsi per i disagi che crea il Lucca Summer Festival, e noi pensiamo: “Magari ce l’avessimo noi una manifestazione del genere!” Chi ha il pane non ha i denti… Tutto organizzato molto bene.

Ad aprire il concerto Johnatan Wilson. Un mix di psichedelia alla Pink Floyd e un buon carattere americano… Look e palco possono ricordare vagamente un concerto dei Black Crowes. Devo dire che i suoni sono molto belli, tutto perfetto se non la poca originalità, più di una volta sembrava stesse proponendo la cover di “Shine on your crazy diamond”. Il pubblico però apprezza e anch’io.

Il momento più atteso è arrivato… Entrano gli Heartbreakers e Tom Petty.

Ovazione del pubblico e alle prime note di “Listen to her heart” gli amanti del rock americano, del suono Richembaker provano un vero e proprio piacere. Tom Petty è sempre uguale, biondo come non mai, molto statico sul palco, ma ugualmente carismatico… Ma quello che più cattura la mia attenzione è Mike Campbell, storico chitarrista e produttore degli Heartbreakers, vestito con una lucente camicia rossa e con una chioma rasta alquanto bizzarra.

I suoni di chitarra sono fra i più belli mai sentiti. La risposta è sicuramente la sfilata di chitarre di lusso che vengono utilizzate sul palco. Parliamo di 4-5 Rickembacker, Gibson, Fender, Grestch, Sitar elettrico 12 corde, per ogni brano Mike Campbell cambiava chitarra… Lo show continua con pietre miliari della storia del rock come “I won’t back down”, ” Here comes my girl”, una coinvolgente ” Free Fallin” che tira fuori tutta la passione che è dentro ogni spettatore.

Tom Petty propone 2 cover, “Oh Well” dei Fletwod Mac e “Carol” di Chuck Berry, poi un brano dei Travelling Wisbury, una band formata alla fine degli anni 80 da George Harrison, Roy Orbison, Jeff Lynne, Bob Dylan, Tom Petty, ma il culmine arriva con “It’s good to be king”. Intrecci di 3 chitarre, ritmi dilatati, improvvisazioni, psichedelia… Una di quelle canzoni che durano 15 minuti e spereresti non finissero mai.. Straordinari anche Benmont Tench alle tastiere e Steve Ferrone alla batteria. Meravigliosa!

C’è ancora tempo per cantare per il pubblico di Lucca con “Learning to fly”, traccia che apriva il bellissimo album Into the Great Wide Open. Il cantante statunitense ci fa ascoltare un inedito, che a un primo ascolto non stupisce molto, ma lascia sperare in una prossima pubblicazione. Chiude con un finale da urlo: “Running down the dream”, “Refugee” uno dei suoi brani con sonorità più aggressive, “Last dance with mary jane” e il classico “American Girl”.

Un bellissimo concerto, pieno di bellissime chitarre.. Consiglio a tutti di non perdervelo la prossima volta che tornerà in Italia, sperando di non dover aspettare altri 25 anni!

 

SET LIST

Listen to Her Heart

You Wreck Me

I Won’t Back Down

Here Comes My Girl

Handle with Care

Good Enough

Oh Well

Something Big

Don’t Come Around Here No More

Free Fallin’

It’s Good To Be King

Carol

Learning to Fly

Yer So Bad

I Should Have Known It

Refugee

Runnin’ Down a Dream

Encore:

Mary Jane’s Last Dance

Two men talking

American Girl

 

Live del 29/06/2012

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