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Jim Morrison: quell’alba “sprecata” a Parigi, 41 anni fa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lo sai quanto pallida e pazzamente tesa e sospesa/ giunge la morte in un’ora strana/ non annunciata, non pianificata/ come un terrificante ospite in eccesso di amicizia che ti sei/ portato a letto/ La morte ci rende tutti angeli/ e ci mette ali/ Dove avevamo spalle/ lisce come artigli/ di corvo…”


E’il 3 luglio del 1971, n. 17 di rue de Beautreillis a Parigi: Jim Morrison viene trovato senza vita in una vasca da bagno. Sono le prime ore del mattino, immaginiamo le luci soffuse di un’alba triste che sfiorano dolcemente la sua persona immersa nell’acqua, primo elemento di vita. Quasi stesse ancora sognando, Jim è l’involucro privo di quell’anima che per anni aveva ammaliato ammiratori in tutto il mondo: sicuramente, quello che è stato uno dei fenomeni musicali e culturali più famoso della storia del rock, è però soltanto all’inizio e non, come potrebbe sembrare, alla fine.
Le circostanze misteriose della morte di Jim Morrison e il “frettoloso” funerale quasi nascosto, non hanno fatto che alimentare il mito, fornendo spunti per congetture su come andò e sul perchè, nonchè sull’effettiva morte del cantante. In sostanza anche dopo la sua morte, il leader dei Doors doveva produrre interesse, probabilmente per contribuire ad arricchire chi era rimasto ancora per molti anni a venire. Di reale, resta la morte apparentemente insensata di un giovane uomo (di soli 27 anni) che con le sue parole, il suo eccentrico talento naturale e la sua bellissima immagine precorrendo i tempi ha saputo, anche successivamente a questo evento, far innamorare intere generazioni, intente a cercare di carpirne la genialità per farne uso virtuale, tentando di respirarne il mito, quasi “intrappolato” in un frammento d’eternità.
Dunque la morte non ha rappresentato che una tappa, nell’esistenza senza fine di Jim Morrison: lo spirito si è definitivamente salvato, resistendo a tutte le vicissitudini alle quali il suo corpo terreno lo ha costretto, fornendo la prova che l’immortalità in certi casi può esistere, basta solo crederci; quasi come se la sua vita fosse stata una pura forma d’espiazione, come in uno dei miraggi desertici di Jim. Condividiamo anche che in fondo, sopravvivivere a lungo senza aver mai ceduto alle proprie inclinazioni, vietando a noi stessi di viverle come esse meritano, sia molto più innaturale che morire in gioventù.

(Picture by daddydoctorgym.com)

 

 

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Playlist gratuita estratta dagli articoli pubblicati nelle prime due settimane di MusicMegaphone ( The Stooges, Amy Winehouse, Alanis Morisette , Bruce Springsteen, The Doors, Jeff Buckley, U2, Le Luci della centrale elettrica, Manic Street Preachers)

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The Doors – Strange Days

 

Autore: The Doors
Titolo Album: Strange Days
Anno:
1967
Casa Discografica: Elektra Records
Genere Musicale:
Psychedelic Rock
“Oh grande creatore dell’essere
concedici ancora un’ora
per esibire la nostra arte
e perfezionare le nostre vite
Le falene e gli atei sono doppiamente divini
e stanno morendo”
An American prayer – Jim Morrison (1970)

La copertina di Strange Days colpisce molto. Infatti, risulta in netto contrasto con quella dell’album precedente, ovvero il primo e omonimo della band, The Doors. Ma sembra che Morrison in persona fosse irremovibile sul fatto di non voler apparire fisicamente nella cover, così William S. Harvey pensò ad un gruppo di circensi, ripresi nelle strade di New York City.
L’album, un autentico capolavoro che dopo la sua uscita nel 1967 divenne ben presto disco d’oro, a livello commerciale non fu considerato un successo. E sembra che questo causò l’inizio della profonda crisi dalla quale Jim Morrison non si riprese mai completamente.

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